25 marzo 2026

Dopo il referendum: non basta esultare

Con l’esito del referendum la magistratura non può limitarsi ad esultare ma deve comunque riflettere sulla necessità di una autoriforma dal suo interno per recuperare la sua credibilità che, nonostante la vittoria resa possibile più dagli sbagli altrui che dai meriti propri, resta molto bassa, più bassa che in qualsiasi paese europeo. 

Penso all’oligarchia delle correnti nel CSM che irreggimenta e schiaccia, se vuole, ogni  magistrato che non ne faccia parte. Penso alla necessità che gli inquirenti, che oggi escono vincitori, comprendano di evitare in futuro  avventure giudiziarie come il processo Stato- Mafia a Palermo e il processo Eni a Milano, solo un esempi di uno stile di indagini azzardate e venato di protagonismo. 

Penso ad una riforma della giustizia disciplinare che escluda il rapporto tra giudicanti e giudicato come già succede per  l’avvocatura ove la Corte Disciplinare è separata dal Consiglio dell’Ordine. 

Soprattutto nessuno parla di un progetto di riforma del reclutamento dei magistrati, oggi insufficiente sul piano qualitativo. Avviene infatti attraverso un concorso puramente fondato sulla conoscenza di norme e sentenze ma da solo inadatto a fornire figure professionali e umane di alto livello come dovrebbero essere i magistrati destinati per tutta la vita, senza più alcun controllo successivo, a giudicare i diritti fondamentali di tutti

Il voto, una sorta di scontro finale tra Governo e magistratura più che un giudizio, non facile, su una legge, era sin dall’inizio una guerra civile che, come tutte le guerre civili, si doveva evitare nell’interesse di tutti. Senza rinunziare a riformare alcuni istituti, la legge elettorale del CSM soprattutto, ma cercando qualche spazio possibile di condivisione tramite una legge ordinaria, e non costituzionale, discussa e redatta da giuristi ed esperti autorevoli. 

Ora la prospettiva nel mondo della giustizia è la conservazione dell’esistente unita a possibili iniziative di rivalsa della magistratura ormai assurta pienamente con il voto a soggetto politico. Certo da  tutta questa storia, in cui non ci sono innocenti, non verrà alcun bene né per i cittadini nè per la credibilità del nostro Paese.

Dimenticavo. Ho votato scheda bianca : non so se fosse la scelta giusta, certo era la meno sbagliata

 

Guido Salvini


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commenti


biagio

25 marzo 2026 12:35

Vorrei aggiungere una riflessione personale al dibattito aperto da questo editoriale. Io ho votato no, e a livello locale – qui a Cremona – la mia posizione è risultata minoritaria, perché ha prevalso il sì. Lo accetto serenamente: fa parte della fisiologia democratica. Ma proprio per questo sento il bisogno di spiegare il senso della mia scelta, che non nasce da appartenenze ma dalla percezione della posta in gioco.

Il referendum del 22 e 23 marzo non era un voto tecnico. Era un passaggio delicato per la tenuta democratica del Paese, come dimostra l’affluenza cresciuta in modo significativo. Molti cittadini hanno sentito che non si trattava solo di valutare una norma, ma di intervenire in un conflitto istituzionale che non avrebbe mai dovuto arrivare alle urne. A livello nazionale ha prevalso il no, segno che le sue motivazioni sono state percepite come più credibili o più rassicuranti rispetto a quelle del sì.

In questo quadro, capisco e rispetto chi ha scelto la scheda bianca. Non è un gesto di rinuncia: è una forma diversa di responsabilità. La scheda bianca è la scelta di chi partecipa al voto ma rifiuta la logica dello scontro, una sorta di guerra civile simbolica tra poteri dello Stato che ha oscurato il merito della questione. È un modo per dire che la democrazia si difende anche non accettando domande mal poste e confronti avvelenati.

Vorrei però aggiungere un punto che ritengo fondamentale e che riguarda il metodo adottato dal Governo. Una modifica costituzionale di questa importanza non può essere presentata in Parlamento come un testo chiuso, senza offrire alle opposizioni la possibilità di intervenire, proporre correzioni, migliorare parti controverse. Le regole che definiscono l’equilibrio dei poteri non appartengono a una maggioranza: appartengono a tutti.
Quando si esclude il confronto, si vanifica lo spirito stesso della Costituzione, che richiede condivisione, equilibrio, responsabilità reciproca. Per questo, al di là del merito, il metodo adottato è apparso sbagliato. E proprio per questo, sul piano dei principi, quella riforma avrebbe dovuto essere considerata inopportuna, se non addirittura impropria, da sottoporre a referendum.

Io ho votato no perché, vista la posta in gioco, mi è sembrato l’argine più solido per evitare che un conflitto istituzionale si trasformasse in una frattura permanente. Ma riconosco che la scheda bianca, in questo contesto, non è stata un non-voto: è stata un modo diverso di prendere le distanze da una guerra che non avrebbe mai dovuto essere combattuta così.

In fondo, ciò che conta davvero non è la vittoria di un campo, ma che questo Paese ritrovi la capacità di riformare la giustizia senza trasformare ogni passaggio istituzionale in un duello. Su questo, credo, possiamo ritrovarci tutti. Un saluto da biagio

Gianfranco

25 marzo 2026 13:25

Buongiorno, condivido in larga parte il pensiero di Biagio. Anch'io ho votato in modo convinto NO. La nostra Costituzione è davvero una delle migliori in Europa e anche oltreoceano per cui se la si vuole modificare,cosa già di per sé complessa, non si adotta il metodo usato dal Governo Meloni. E questo è stato il motivo decisivo per cui ho votato NO. Rifletto però sul dato di fatto che i cittadini di Cremona (un pelino meno)e provincia sono/siamo andati controcorrente rispetto al resto del Paese facendo prevalere il Sì, dimostrando, a mio parere, di avere la memoria molto corta. Nelle Elezioni Politiche 2022 i candidati di punta nelle nostre circoscrizioni erano il Prof. Cottarelli per il centro sinistra e D.Santanche per la destra. Devo ricordare chi ha vinto??? Vabbè lo faccio per gli smemorati: la Santanchè che da oltre 2 anni è indagata ecc ecc. La riflessione è a questo punto Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico. Meritiamo gente, meditiamo. Grazie per l'attenzione

Blek

25 marzo 2026 15:15

Cottarelli ha votato sì.

Maurizio

25 marzo 2026 18:46

Cottarelli ha dimostrato di essere una persona intelligente

Manuel

28 marzo 2026 09:45

Io ho votato NO ed ho dimostrato di non essere una persona intelligente... ma, affermo con orgoglio, di non aver mai votato la Santanchè!

Gigi

27 marzo 2026 17:45

La Santanchè, per inciso, è stata "corteggiata" da Pizzetti: "Si faccia
portavoce delle sfide di Cremona" ed ecco... Infinity 1 - Event Space, il moderno spazio polifunzionale situato all'interno del polo fieristico di CremonaFiere, in Piazza Zelioli Lanzini 1.
Quante memorie corte ci sono a Cremona... persone usa e getta, quando non fanno più comodo.

Alarico

26 marzo 2026 10:38

Mi trovo concorde con le parole del Dott. Guido Salvini che per chi non ne fosse a conoscenza è un ex magistrato italiano che ha lavorato a lungo presso il Tribunale di Milano. Sarebbe molto bello che si imparasse ad osservare la realtà oltre la superficie del dibattito. Colpisce ,infatti, quanti con grande sicurezza si erigano a giuristi piuttosto che a esperti di Diritto, affermando: "mi sono informato!" La domanda nasce spontanea: Dove? Come? Con quali strumenti? Perchè è da lì che tutto comincia. L'informazione non è un' opinione, non è un riflesso immediato che scorre sui social. E' studio, confronto, dubbio. Invece assistiamo troppo spesso a certezze granitiche basate su fragili fondamenta. La verità, quella autentica, quella libera da condizionamenti, richiede fatica ma, soprattutto, umiltà. Un'umiltà che oggi sembra venire meno anche difronte al parere di chi ha competenze, esperienza e responsabilità.
Forse, proprio da questa assenza, nasce tutta la confusione a cui assistiamo.
Resta una domanda, quella più scomoda: Cosa accadrà domani davanti al prossimo errore giudiziario? Difronte ad un'altra vita rovinata, ad un'innocenza riconosciuta troppo tardi? Continueremo a valutarla come una conseguenza inevitabile o troveremo il coraggio di interrogarci seriamente sul funzionamento della giustizia?
La GIUSTIZIA, in uno Stato di diritto, non dovrebbe essere affidata agli umori. Non dovrebbe piegarsi alla contingenza di politica estera, né al prezzo del carburante, né agli equilibri internazionali, né tanto meno interessa materia di femminismo o patriarcato, è stato detto di tutto, tranne ciò che doveva essere detto. Forse, avremmo dovuto affidare la risposta ad una figura come Enzo Tortora, in quella voce che anni fa provò a spiegare cosa significa essere innocenti e non riuscire a spiegarlo in tempo, In tempo per avere ancora la possibilità di vivere.
Forse, oggi, se potesse parlare non parlerebbe di vendetta, ma di responsabilità. Probabilmente anche di qualcosa ancora più difficile :memoria.

marco

28 marzo 2026 06:51

Concordo con l'analisi del voto, veramente molto precisa.
Vorrei aggiungere una riflessione: i giovani hanno votato in massa.
Ma è un voto che viene da una realtà totalmente sconosciuta alla politica e che la premier ha cercato d'intercettare all'ultimo momento:
la comunità dei social, che crea una grande "famiglia" dove i giovani scambiano idee e giudicano l'operato di chi amministra il Paese e che tradisce le loro richieste .
Si organizzano e si muovono alla luce d'ideali che li spingono radunarsi contro le guerre,per il lavoro,la casa,l'ambiente ecc.ecc. e che vede ignorare le loro richieste.
Occorre una grande riflessione su questo che è un vero cambiamento da parte di tutti.