27 marzo 2026

In piazza Marconi l'antica edicola abbandonata e coi vetri rotti, a Mantova diventa bene del FAI. Noi però abbiamo i totem

L’importante è avere qualcosa da raccontare, anche quando l’informazione sembra sempre più in crisi. Il vizio della lettura, sia di periodici che di libri, è evidentemente un pessimo vizio; i dati raccontano con precisione di come meno si legge e meno si leggerà, fatto che renderà le persone più libere o più “moderne”, almeno così raccontano quelli che la sanno lunga. Un pessimo vizio è e rimane tale con il passare del tempo per cui la storica edicola che si presenta in tutta la sua tristezza in piazza Marconi non ha nulla da raccontare. Come una vedetta assonnata la piccola – ma molto carina – struttura rimane immobile ad osservare i rimasugli – anche questi evidentemente non hanno nulla da raccontare - della Cremona romana e getta l’occhio verso la casa della pittrice Sofonisba Anguissola. Ormai destinata a quella sicura marcescenza che precederà il trasferimento nel futuro dimenticatoio cittadino l’edicola con i vetri rotti e il colore ormai sparito avrebbe, in realtà, una storia secolare da raccontare, storia di cui frega niente a nessuno ma anche questa è una cosa giusta come ripetono quelli che la sanno lunga. Sia mai che la storia di piccole parti della città possa risultare interessante, viene abbandonato il medioevale palazzo Cittanova figuriamoci quale potrebbe essere l’interesse per quattro pezzi di lamiera dove decenni fa i cremonesi si mettevano in fila per scoprire – e leggere – il mondo o la propria città insieme alla biblioteca cittadina e alle librerie che ormai stanno scomparendo pure quelle. A poche decine di chilometri di distanza la collega della vedetta cremonese ormai compassata rivolge lo sguardo dal centro di Mantova verso piazza Marconi.

“Non te la passi proprio bene, cara amica cremonese, o sbaglio?”

“Hai perfettamente ragione ma che ti devo dire, va sempre peggio. Tu, invece, nel centro di Mantova, sei stata perfettamente restaurata e messa a nuovo, tanto che sei diventata un punto turistico accreditato. Beata te”

“Cosa vuoi farci, ho circa 100 anni e mi inserisco con eleganza, dato che qui hanno deciso di valorizzarmi, nell’ambiente cittadino. In questo modo posso ancora raccontare storie di una città e dei suoi cittadini perché, in fondo, quelle sono le cose importanti, raccontare e far capire storie per le persone o i turisti”

“Qui a Cremona in non posso raccontare nulla, mi tirano i sassi e sto marcendo senza un perché ma, evidentemente, va bene così, la città del futuro è anche questa, o meglio, così sento dire in giro, in pratica aspetto solo il trasferimento in zona da destinarsi”

“Che tristezza, eppure ricordo le foto storiche del centro di Cremona dove facevi molto spesso capolino dando maggior vita all’ambiente che ti circondava, non vorrei essere troppo ottimista ma, in pratica, eri quasi al centro dell’attenzione”

“Oggi sono al centro dell’attenzione per cani e ragazzini che vogliono rompere qualcosa, evidentemente l’interesse è rivolto ai grandi progetti di cui parlano quotidianamente”

“Sarà, ma in pratica hanno deciso di sostituirti con qualcosa?”

“Non saprei, forse con i totem”

“I...cosa?”

“I quattro totem alle porte della città. Dopo il monolito del film 2001 Odissea nello spazio questi rappresentano il manufatto che ci porterà verso il futuro. Stanley Kubrick scansati proprio verrebbe da dire, peccato che il regista abbia girato il film prima del loro arrivo a Cremona altrimenti l’Oscar per la migliore scenografia non ce lo levava nessuno”

“Ah…..interessante, e se i totem arrivassero anche qui a Mantova?”

“Se vuoi ti vendo quelli di Cremona, il prezzo? Un affarone!”

“Ti ringrazio cara collega cremonese, ma va bene così, facciamo che resto qui a spiegare parte della storia della città, faccio il mio lavoro e cerco di farlo in sintonia con gli arredi urbani”

“A tal proposito, cara collega mantovana, ci sarebbero anche le fioriere di Corso Garibaldi, il prezzo? Un affarone!”

“No siamo a posto così, grazie. A presto e in bocca al lupo”

“Ti ringrazio, se hai bisogno di un aiutante fammi sapere non sia mai che possa tornare a raccontare spezzoni di una città”

I rimasugli della Cremona romana sospirano tristemente, hanno ascoltato la conversazione e anche per loro il destino sembra quello di non poter più raccontare nulla, Sofonisba Anguissola guarda perplessa quella parte di Cremona che avrebbe tantissime storie da raccontare, ma anche questo è un brutto vizio.

Nelle fotografie di Francesco Sessa il pessimo stato dell'edicola in piazza Marconi, poi la rivendita di giornali di Mantova diventata bene Fai e il totem di Porta Po.

Marco Bragazzi


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commenti


Stefano

27 marzo 2026 08:56

I totem, simbolo di quella pseudoarte ermetica assolutamente decadente, nel senso che fa proprio cadere le..e rappresenta una decadenza modernista dell'arte,cui ciascuno può dare l'interpretazione che vuole ma che è ben lontano dagli spendere dell'arte che trionfo ' in altre epoche in città. Come per la musica. Salvo eccezioni, a quali livelli è arrivata la musica moderna italiana? Tra rap trap..persino una voce bella come quella di Annalisa si è lasciata " traviare " non è più quella di una volta e per cosa? Successo? Soldi? A proposito, si sa sono costati i totem? Prezzo a parte, si delinea un'introduzione artistica che in definitiva, assieme all'abbandono di pezzi storici di valore, simbolico anche come l'edicola, esprime di fatto un odio, un disprezzo verso la cultura occidentale che ha annebbiato le menti di tanti progressisti, "aperti " al dialogo e che in definitiva traduce un odio verso se stessi.

Anna

28 marzo 2026 05:55

E ti pareva che non si tirava in ballo "l'odio per la cultura occidentale" ...
Il problema caso mai è la mancanza di cultura sia di chi progetta (?) certe piazze che di chi ne fruisce. E non solo di piazze o di singoli manufatti si tratta, rileggere (anche) l'intervento di Anna Maramotti, tanto per schiarirsi le idee....

Stefano

28 marzo 2026 08:45

L'odio per sé stessi ovvero per la propria civiltà porta anche alla mancanza di cultura. Si aggiorni.

Stefano

28 marzo 2026 09:38

E poi quel " E ti pareva che .." molto sofisticato come pensiero ed anche molto pertinente perché non ricordo su Cremonasera che ci siano stati articoli, almeno negli ultimi tempi, impostati sull" odio verso la cultura occidentale ", ma neanche nei commenti. Ma forse lei , vista l'obiezione, è più al corrente di me su questo per cui le chiedo gentilmente di indicarmi dove su cremonasera si parla di "odio per la cultura occidentale " . Sperando che non sia un riferimento a vanvera perché allora vorrebbe dire che a leggere l'intervento di Anna Maramotti che lei cita, sarebbe un intervento parziale, che non tiene conto dell'aspetto culturale in evoluzione, e allora anziché schiarirmi le idee ,temo tanto di annebbiarmele ancora di più.

Il Pontormo

28 marzo 2026 08:38

Parole Sante!👍🏻🎩 Meditate, giunta, meditate!

Gian Alberto

29 marzo 2026 09:45

Noi abbiamo avuto il sindaco Galimberti votato per 2 mandati dai cremonesi; cosa ci si poteva aspettare dal peggior sindaco che ci ha governato?

Maurizio

29 marzo 2026 13:51

Pienamente d'accordo

Michele de Crecchio

14 aprile 2026 01:41

Pescando dalla memoria personale, che, per certe questioni di storia del paesaggio urbano cittadino, credo mantenga ancora una certa efficienza, mi permetto di integrare l'articolo sulla mal conservata, quanto graziosa, ex edicola per giornali che, spostata vari lustri orsono dalla collocazione originale sul sagrato di San Luca, fa, attualmente, brutta e desolante mostra di sé stessa in piazza Marconi. Realizzata in metallo e vetro, credo nella parte finale dell'ottocento (sono evidenti alcuni richiami al gusto "liberty" che allora spesso caratterizzava le novità edilizie delle città europee), tale edicola era originariamente sorta in confine settentrionale al sagrato di San Luca. La sua conformazione, fondamentalmente ispirata ad un prisma ottagonale, riproponeva, in dimensioni ridotte, quella del retrostante "tempietto" laterizio, singolarmente così richiamando certe caratteristiche geometriche del ben più mastodontico "battistero" di piazza Duomo. Nel corso della sua pur breve presenza "in loco" originale, di tale modesta edicola si scrisse per ben due volte sulla stampa locale e nazionale! La prima volta fu quando un malintenzionato leone (!), fuggito dal circo ospitato nella non lontana "piazza d'armi", assediò a lungo la malcapitata edicolante , prima di allontanarsi verso porta Venezia dove venne poi recuperato dai responsabili dello zoo che accompagnava il circo. La seconda volta fu quando un violento temporale "sradicò" dalla base la modesta costruzione, facendola rotolare per un tratto di viale assieme alla terrorizzata edicolante che era rimasta bloccata al suo interno. L'episodio ebbe allora una notevole "eco" a livello nazionale in quanto, per la sua singolarità, la scena relativa venne subito riprodotto su di una delle belle copertine disegnate e colorate da un abile artista che, come era allora tradizione della popolarissima "Domenica del Corriere" venivano pubblicate settimanalmente, a commento delle notizie di cronaca più significative.
Uscita poi miracolosamente intatta persino dal grave bombardamento del 10 luglio 1944 (bombardamento che fece, di contro, dolorosa strage di molti abitanti e costruzioni presenti nei suoi immediati dintorni) la piccola costruzione visse poi anni relativamente tranquilli e fortunati. Anche gli affari credo andassero abbastanza bene, nonostante che, quasi di fronte, fosse nel frattempo sorta una nuova, ben più grande e più moderna edicola concorrente.
Per reggere il confronto si imponeva ormai la sostituzione e l'ampliamento della vecchia e gloriosa piccola struttura ottocentesca,, operazione delicata che, la Commissione Edilizia, allora presieduta dall'assessore Giuseppe Carletti, buon conoscitore dell'ambiente, permise di eseguire a condizione che la nuova edicola, pur moderatamente aumentata di volume, riproponesse forme, materiali e finiture analoghe all'originale, così come ancora oggi si può vedere.
La vecchia e gloriosa edicola originale trovò allora una nuova e felice collocazione nel Parco del Vecchio Passeggio (Vecchio ospedale) dove, utilizzata per esporre avvisi di interesse pubblico, ben si coordinava peraltro con gli edifici colà preesistenti.
Per ragioni a me ignote, tale dignitosa collocazione non durò purtroppo a lungo. Attualmente infatti la vecchia e graziosa piccola edicola, si trova, praticamente abbandonata e priva di funzione pratica, relegata in una parte secondaria di piazza Marconi, piazza dove la sua modesta presenza decisamente mal si coordina con le caratteristiche magniloquenti del contesto circostante. Peccato!